Fenomenologia respiratoria: produzione e conservazione dell’energia
Come il fuoco ha bisogno dell’ossigeno per bruciare la legna e trasformarla in energia, così il ritmo respiratorio fornisce ossigeno (O2) alle cellule per garantire la produzione di energia a partire dalle sostanze nutritive derivanti dagli alimenti e restituisce all’ambiente anidride carbonica (CO2) come risultato dell’attività metabolica tissulare.
E’ esperienza comune che basta soffiare sul fuoco per ottenere una migliore combustione, il che avviene anche nell’organismo per effetto dell’aumento degli atti respiratori e della portata ematica (ad esempio) durante attività fisica.
L’ossidazione dei substrati energetici richiede O2 e produce CO2, acqua, energia e scorie.
Attraverso la calorimetria indiretta è possibile misurare la quantità di O2 consumato, la CO2 eliminata ed il metabolismo basale (MB) che è definito come la spesa energetica di un individuo a riposo ed a digiuno e rappresenta circa il 70% della spesa energetica totale.
Tuttavia per valutare la capacità ossidativa dell’organismo, oltre al MB è importante
il quoziente respiratorio (QR), definito come rapporto tra produzione di CO2 e consumo di O2 (VCO2/VO2).
Il QR in condizioni metaboliche di equilibrata utilizzazione dei nutrienti fondamentali ha un valore di 0,8-0,85.
Se analizziamo invece i singoli nutrienti abbiamo i seguenti valori:
-QR (glucosio) = 1
-QR (proteine) = 0,8
-QR (lipidi) = 0,7 .
Tali valori stanno ad indicare che l’ossidazione delle proteine e dei lipidi è molto più costosa in termini di consumo di O2 rispetto all’ossidazione del glucosio che risulta essere anche la via più efficace per produrre energia, per cui in caso di gluconeogenesi o chetogenesi troveremo valori di QR anche inferiori a 0,7.
Al contrario il processo lipogenetico (accumulo di grassi nel tessuto adiposo) ha un QR superiore ad 1.
Infatti la reazione di sintesi degli acidi grassi a partire dal glucosio libera O2 che alimenta l’ossidazione diretta del glucosio allo scopo di produrre energia per la reazione, per cui viene prodotta maggiore quantità di CO2 con relativo risparmio di O2 proveniente dalla respirazione e di conseguenza si eleva il QR.
Se ne deduce che sia l’eccesso di substrato (dieta squilibrata) che il deficit di ossigenazione in determinate condizioni favorisce la lipogenesi.
Per concludere, la produzione di energia è prioritariamente collegata ad una ottimale ossigenazione che è il presupposto fondamentale, frequentemente dimenticato, per il recupero della vitalità metabolica.
Indicazioni particolari dell’integrazione respiratoria
a) Tabagismo
Vi sono condizionamenti psicobiologici che comportano una vera e propria dipendenza dal fumo, tuttavia ci limitiamo a porre attenzione alle condizioni di tensione emotiva e di stress che condizionano respirazione affrettata e poco profonda.
E’ proprio in questi casi che insorge imperioso il desiderio di fumare.
La sigaretta obbliga a dare maggiore incisività all’inspirazione, implicando un impulso affermativo, cui fa seguito una sensazione di benessere e di rilassamento nella fase espiratoria.
Per assurdo utilizziamo il respiro completo proprio nel momento in cui introduciamo un tossico che condiziona attraverso la nicotina fenomeni vasocostrittivi ed attraverso il monossido di carbonio la riduzione della capacità di trasportare ossigeno da parte dell’emoglobina che per un fumatore di 20 sigarette al giorno è stimabile intorno al 15-20%.
Di conseguenza un fumatore cronico si trova in uno stato di ipoossigenazione cronica.
In genere, piccoli allarmi quali mal di gola, tosse, diminuzione dei gusti sottili, non sono sufficienti a motivare un fumatore a smettere.
Il “Bol d’air Jacquier” può naturalmente limitare i danni causati dalla sigaretta, ma il fumatore non deve ricorrere al suo utilizzo con questo intento.
Praticare l’ossigenazione biocatalitica quando si è fumatori vuol dire al contrario connettersi alle sensazioni di benessere che percepiamo dopo ogni seduta.
Bisogna valorizzare le percezioni positive derivanti da una migliore ossigenazione, in modo che la motivazione a smettere di fumare sia guidata dalle nuove sensazioni corporee piuttosto che dalla forza esclusiva della volontà.
Il “Bol d’air” non produce la cessazione definitiva del consumo di tabacco, ma alimenta una capacità di resistenza ed un’attenuazione dell’irresistibile bramosia legata all’astinenza, fino ad aiutarci a decidere di non averne più bisogno.
b) Sport
Tutti sanno che gli allenamenti che precedono gare ed altri avvenimenti sportivi ad alta intensità, vengono spesso svolti in montagna ed ad alta quota.
Il motivo è insito nella capacità dell’organismo di adeguarsi alla rarefazione dell’ossigeno dell’aria, legata all’altitudine, con una maggior produzione di globuli rossi e quindi con una maggiore potenzialità di trasporto dell’ossigeno che viene sfruttata vantaggiosamente al momento della gara quando gli atleti, tornando ad altitudine inferiore, conservano ancora nel sangue la cosiddetta poliglobulia compensatoria.
L’utilizzo del “Bol d’air” permette di innalzare la soglia di resistenza allo sforzo e permette di recuperare più in fretta.
Questo aspetto è di estremo interesse perché è il raggiungimento della soglia di resistenza allo sforzo che favorisce la produzione di radicali liberi, molecole particolarmente instabili che possedendo un solo elettrone, anziché due (anione superossido O2-, ossido nitrico NO- etc) possono innescare un meccanismo di instabilità a catena, andando a reagire con l’elettrone di altre molecole, danneggiando le membrane cellulari e gli acidi nucleici.
I radicali liberi si formano normalmente all’interno delle cellule quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia ed entro limiti fisiologici non sono dannosi.
I radicali liberi prodotti vengono trasformati in perossido d’idrogeno (tossico) a sua volta ridotto per effetto della catalasi e della glutatione-perossidasi in ossigeno ed acqua.
Un loro eccesso deriva non solo da un sovraccarico metabolico, ma anche da numerose condizioni ischemiche, tossiche, infiammatorie, nonché da squilibri nutrizionali ed è causa di precoce invecchiamento e morte cellulare.
Tra le cause di iperproduzione di radicali liberi c’è l’attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare.
Entrambe, infatti causano un incremento notevole delle reazioni che utilizzano l’ossigeno con conseguente surplus di produzione di perossido d’idrogeno.
Anche le reazioni biochimiche legate alla trasformazione ed alla eliminazione
dell’acido lattico, contribuiscono ad aumentare la produzione dei radicali liberi.
Gli sportivi allenati sono in grado di neutralizzare i radicali liberi in maniera nettamente più efficace rispetto allo sportivo occasionale.
Per cui nel caso di sportivi poco allenati il “Bol d’air” riduce i fastidiosi indolenzimenti che si manifestano nei giorni successivi allo sforzo, nel caso dello sportivo allenato contribuisce a migliorare la prestazione di esercizio attraverso il miglioramento dell’ossigenazione tissutale e la miglior resa energetica, in entrambi si realizza una minor produzione di radicali liberi.
L’integrazione respiratoria “Bol d’air” dovrà essere praticata prima dello sforzo, per inalare i biocatalizzatori dell’ossigenazione tissutale e dovrà essere ripetuta dopo l’allenamento per sanare prima il debito d’ossigeno contratto.
Le palestre potrebbero fornire l’opportunità di praticare il “bol d’air” come utile integrazione respiratoria all’attività fisica, soprattutto per soggetti poco allenati e restii, in modo da esaltarne i benefici e migliorare la compliance.
c) Estetica
I centri salute si orientano sempre di più verso un’offerta globale in cui associano cosmesi, massaggio, rilassamento a consigli dietetici, fitoterapia e cure termali.
Il “Bol d’air” presenta una grande innovazione nelle cure estetiche, in quanto riporta l’attenzione all’importanza della respirazione ed alla opportunità di poter utilizzare l’integrazione respiratoria di biocatalizzatori dell’ossigenazione tissutale.
E’ noto infatti che a 20 anni il tasso di ossigeno della cute raggiunge il livello massimo e vi corrisponde una pelle liscia ed elastica. A 30 anni il tasso diminuisce del 25%. A 40 anni, molto spesso il tasso è già al di sotto del 50%.
Con l’avanzare degli anni le cellule non sono più sufficientemente ossigenate.
I metabolismi, ormai rallentati, provocano un’alterazione della struttura della pelle che diventa meno elastica, ipercheratosica e segnata da rughe.
L’azione metabolica generale dell’integrazione respiratoria sull’insieme delle funzioni dell’organismo, ha un riflesso immediato sulla salute della pelle che maggiormente fruirà delle cure praticate.
A questo si aggiunge che l’effetto della respirazione completa sul drenaggio linfatico è di importanza basilare per rendere efficaci tutti gli altri presidi terapeutici.
Infatti è proprio la riduzione delle escursioni respiratorie che riduce l’effetto pompa sulla circolazione linfatica degli arti inferiori e favorisce il ristagno di liquido interstiziale e di tossine che, in aggiunta ad alterazioni microvascolo-connettivali, può evolvere verso la panniculopatia fibrosclerotica (cellulite).
Cicli di respirazione biocatalitica associati a tecniche di respirazione profonda e metodi di rimodellamento del corpo antigravitazionali, favoriscono il drenaggio, il ricambio e la riossigenazione dei tessuti promovendo, in associazione alla terapia nutrizionale, rivitalizzazione, rassodamento, dimagramento e più facile eliminazione delle tossine.
Per queste ragioni è importante che i centri estetici si aprano a queste nuove metodologie.
d) Voce e canto
E’ ben conosciuta l’importanza della respirazione nella capacità oratoria e nel canto.
Fiato e capacità respiratoria consentono di modulare toni ed intensità contribuendo in modo determinante all’espressione del suono.
Tuttavia non è sufficiente disporre di una buona gabbia toracica e di una grande capacità polmonare per esprimere una bella voce.
Chiarezza e profondità del suono sono intimamente legati all’ossigenazione cellulare dei tessuti.
Si parla e si canta con la globalità del corpo e non solo con i polmoni ed il ventre.
L’applicazione dell’integrazione respiratoria “Bol d’air Jacquier” consente una migliore espressione vocale ed una possente vibrazione sonora.
E’ come se ogni cellula meglio ossigenata partecipasse attivamente alla bellezza ed alla purezza del suono.
I cantanti (quelli lirici in primis) potranno trovare grande giovamento, ma anche tutti coloro che oltre ad una migliore espressione vocale ottengono dalla respirazione biocatalitica maggiore energia e vivacità intellettuale (avvocati, politici, sacerdoti, insegnanti etc).
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