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Infezioni del Tratto Urinario E.coli, il super mutante

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Il batterio E-coli è all’origine del 90% delle infezioni urinarie. Dotato di incredibili capacità di sopravvivenza nel corpo umano, è in grado di mutare rapidamente per sopravvivere agli antibiotici. Se compare nelle vie urinarie va fermato prima che inizi a migrare verso i reni, dove può creare gravi infezioni.

L’E. coli può sopravvivere anche in ambiente acido (letale invece per altri patogeni) come ad esempio nei cibi fermentati quali insaccati e aceto e addirittura prolifera in condizioni di notevole acidità dell’urina (con un PH uguale a 2). Pertanto, in caso di infezione, l’assunzione di mirtillo rosso, acidificante urinario, non solo è inutile, ma addirittura dannosa.

Uno dei patogeni più studiati, l’E-coli è sempre presente nell’intestino umano fin dalla nascita con un ruolo specifico nel metabolismo del cibo, pertanto è un batterio utile che viene utilizzato, ad esempio, nella ricerca in ingegneria genetica.

Purtroppo, si tratta di uno dei patogeni più pericolosi con cui vivere in simbiosi: è un rapido mutante, in grado di moltiplicarsi a grande velocità (una colonia duplica in circa 20 minuti) e si adatta a qualsiasi ambiente. Lo troviamo infatti sugli strumenti medici, sulle mani, nella bocca, nel naso, in tutte le mucose, nei capelli, nella vescica, sulle asciugamani, sui sanitari, nelle condutture dell’acqua, ecc. Ha, inoltre, grande resistenza come è testimoniato da uno studio di Abigail F. Weliver, Heat as a Microbial Agent :

“Il batterio E.coli può proliferare sia in ambiente aerobico che anaerobico, può fare la sintesi di tutti i suoi aminoacidi, purine e pirimidine mediante le molecole di glutammina donatrici di nitrogeno (Berks, 2002). E’ mesofilo e vive ad una temperatura compresa fra i 25°C e i 40°C (Madigan, 2002)……” e ancora sottolinea la sua resistenza a bollitura prolungata: “Ho testato una coltura di E.Coli di una settimana alla temperatura di 100°C, convinta che non sarebbe sopravvissuta e invece ho dovuto constatare l’esito positivo di un test relativo ad un campione di 0,1 ml con tempo di bollitura di 60 minuti.”

Altri studi mostrano come il batterio possa sopravvivere anche a temperature di refrigerazione bassissime per tempo indefinito. Poiché il batterio E.coli è sia criofilo che termofilo, ad esempio anche i panni lavati in lavatrice non sono esenti dalla contaminazione come si potrebbe pensare. Addirittura, esso prolifera nell’acqua saponata e vive sul sapone.

Il batterio è dotato di ciglia grazie alle quali si aggrappa alle cellule tissutali. Le lectine presenti nelle ciglia si legano alle molecole di mannosio. Da un recente studio si è scoperto che le lectine si legano preferibilmente ad un glucide chiamato mannosio, che il nostro corpo produce normalmente a livello del tessuto cellulare. Questa sostanza è normalmente presente nella vescica e nel tratto urinario creando l’ambiente ideale per la proliferazione dei batteri E.coli i quali si annidano nelle pareti della vescica e iniziano a moltiplicarsi portando a continue recidive. Dal momento che le molecole di mannosio presenti nelle mucose si legano normalmente alle lectine dei batteri di E.coli, se si somministra D-Mannosio questo, essendo libero nell’urina, va a occupare il posto di queste molecole, prevenendo quindi l’aggrapparsi dei batteri alle pareti delle mucose.

 

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